Regio
VIII
Teatro
Grande
Il Teatro
Grande (o Scoperto) poteva accogliere circa 5.000
spettatori. Costruito già in età sannitica, nel II secolo a.C., subì
numerosi rifacimenti.
La sua forma attuale risale essenzialmente alla
ristrutturazione di età augustea
ad opera dell’architetto Marco Artorio Primo grazie alla
munificenza di Marco Olconio Rufo e Marco Olconio Celere,
come ci attestano le
iscrizioni. La costruzione su di un pendio collinare è ancora tipica
dell’architettura greca. I sedili
per gli spettatori erano posti nella cávea, quelli più
larghi in basso accoglievano delle comode sedie (biséllia) per
le personalità, mentre i
due palchi laterali (tribunália), al disopra degli ingressi
dell’orchestra (vomitória), erano riservati a personaggi di
spicco.
Lo sfondo della scena era costituito da una facciata
architettonica con tre porte, ad imitazione di un palazzo.
Nell’orchestra danzava e cantava il coro. All’interno, sotto la
cornice curva dell’edificio, appaiono dei blocchi forati; qui si infilavano i pali che reggevano il tendone (velárium),
azionato con corde e carrucole. Nel teatro si rappresentavano le
tragedie (Euripide, Seneca,
Livio Andronico),
le commedie (Menandro, Plauto)
nonché farse (atellane) e pantomimi. Nelle pause il pubblico si
adunava nel grande portico quadrato posto dietro la scena, denominato Caserma
dei Gladiatori, perché negli ultimi anni della città fu destinato
ad ospitare i gladiatori e le loro famiglie.
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