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Poggiomarino,
il porto di Pompei
Una
straordinaria scoperta, un insediamento risalente al II millennio a.C.,
è venuto alla luce in località Longola di
Poggiomarino, a pochi
chilometri a nord-est di Pompei: un arcipelago formato da
isolotti e
canali artificiali che farebbe pensare all’esistenza di un
porto
fluviale sul Sarno di significativa rilevanza.
Lo
scavo, effettuato dalla Soprintendenza
Archeologica di Pompei
per lo
studio del territorio in relazione alla costruzione del depuratore del
fiume Sarno, sta progressivamente mettendo in luce una serie di
abitati, sovrapposti l'uno all'altro, databili dal
II millennio a.C.
fino a tutto il VII secolo a.C..
E'
la prima volta che in Campania si rileva una continuità di
insediamento dal 1500 a.C. sino al
700 a.C. con la presenza di
palafitte, finora rinvenute soltanto nel Nord
Italia. Scoperte che
aprono nuovi scenari e interpretazioni della storia di tutta l'Italia
meridionale.
Il
luogo è caratterizzato da piccoli isolotti delimitati da
canali, i
bordi dei quali sono stati rafforzati con tronchi d'albero infitti
verticalmente, poi sostituiti da travi squadrate. La superficie degli isolotti, bonificata e rialzata con varie tecniche nel corso dei secoli
d'insediamento, conserva i resti delle capanne e varie suppellettili
che confermano la presenza di una comunità rivolta anche alla
lavorazione del bronzo e dell'ambra.
La
località, secondo una prima ricostruzione degli studiosi, venne poi abbandonato, a causa di una
alluvione, all'inizio del VI
secolo a.C.; ed è
proprio dalla migrazione di questi abitanti e di quelli della valle
superiore del Sarno che potrebbe essere nata l'antica
Pompei.
Il
sito, che si estende su una superficie di almeno 7
ettari, appare una
delle scoperte di maggiore rilievo degli ultimi 50
anni. E’ attestata
infatti una continuità abitativa di quasi un millennio (XV – VI
secolo a.C.) che non trova confronti nel panorama della storia campana
e che risulta un caso eccezionale nell’ambito della storia
europea.
Per
la prima volta si individua e si scava, infatti, un’area insediativa
coeva alle tombe dell’età del ferro della valle del
Sarno (IX –
VII secolo a.C.) e che colma la lacuna conoscitiva tra le fasi iniziali
dell’età del bronzo, rinvenute in gran parte della piana campana e
testimoniate tra l’altro in questa zona dai villaggi di Nola,
Palma
Campania e Sarno, e la fondazione di
Pompei (inizi VI secolo a.C.).
La
tipologia insediativa appare di estremo interesse con occupazione di
aree rilevate, veri e propri isolotti, ricavati a seguito della
realizzazione di opere di canalizzazione e
bonifica che attestano una
elevata conoscenza di cognizioni di ingegneria idraulica e un’attenta
selezione dei materiali adoperati per la realizzazione di strutture
abitative.
L’eccezionale
stato di conservazione dei legni trova confronti solo con alcuni siti
lacustri e fluviali dell’Italia settentrionale e dell’Europa
continentale e ha permesso tra l’altro il rinvenimento di una
canoa
monossile. La quantità e la qualità dei reperti, inoltre, unita al
rinvenimento di numerosi oggetti semilavorati e di scarti di
lavorazione (di bronzo, ferro, ambra e pasta vitrea) fanno di
Poggiomarino un importantissimo centro di produzione e scambio di beni
di prestigio.
Di
particolare interesse appaiono altresì i dati che permettono di
ricostruire l’antico quadro ambientale caratterizzato dalla presenza
di fitti boschi di querce e di abbondantissima
fauna anche selvatica
(cinghiali, orsi, caprioli, cervi).
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