Regio
I
Casa
del Menandro
Questa casa,
come quella degli Amorini
Dorati, apparteneva a Quinto Poppeo, della
influente famiglia dei Poppei, imparentati con l’imperatrice Poppea
Sabina. Nell’angolo a destra dell’atrio è posto un larario in
forma di tempietto.
Sull’atrio si apre una sala decorata con quadri
del ciclo iliaco: Ulisse che strappa Cassandra dal Palladio
(ma è Aiace nella versione omerica),
Cassandra, il
Cavallo di Troia e Laocoonte. Il
giardino (peristilium) è chiuso da un parapetto decorato
con aironi. Sul lato nord si apre l’oecus
a fondo verde, chiuso in alto da un fregio con il ratto delle donne dei
Lapiti da parte dei Centauri.
Al centro del pavimento, un quadretto a
mosaico raffigura pigmei sul Nilo. Sul fondo del giardino, vi sono una biblioteca, un sacello domestico
ed un’esedra rettangolare inquadrata da due ad abside. Nell’esedra
centrale sono dipinti due poeti seduti: quello che declama è Menandro e
l’altro era, probabilmente, Euripide. Le esedre ad abside sono
decorate con Artemide e con Afrodite.
Il
sacello domestico contiene un larario in muratura sul
quale sono posti i calchi dei ritratti in legno degli antenati (imagines maiorum). Sul lato
orientale del giardino vi sono le sale di ricevimento. Al centro
si apre un immenso salone (oecus
triclinare). La casa è dotata di un piccolo quartiere
termale. Nella stalla (equile) è esposta la ricostruzione
di un carro agricolo (originali solo le parti in ferro e in bronzo).
Una cassa con 118 pezzi di argenteria per un peso di 24
chili, venne nascosta nei sotterranei della casa. Gli argenti sono
esposti nel Museo Archeologico Nazionale di
Napoli.
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