Il piccolo
portico era usato come vestibolo di questa casa, dove si trovavano dei
vigneti per la coltivazione della vite e la produzione del vino.
Nel
1961 furono trovati le tracce di alcune vittime dell’eruzione, circa
tredici persone che si erano rifugiate nel vestibolo mentre piovevano
lapilli e cenere; lì morirono soffocati uno dopo l’altro. Dagli
spazi lasciati vuoti dai corpi sotto lo strato di cenere furono
ricavati dei calchi, secondo il metodo del Fiorelli, che
rappresentano uno dei più drammatici esempi della morte di Pompei e
del suo popolo.