E’ la
tipica dimora del ceto medio mercantile, arricchito dai traffici
commerciali.
Si compone dell’aggregato di più case comunicanti, con
tre porte di accesso. Il triclinio presenta un prezioso emblema in
intarsio marmoreo (opus sectile) al centro del pavimento,
e nel giardino si trova un gran dipinto di Marte e Venere, con
un larario addossato al castellum aquæ. Una scaletta conduceva
ad una piccola abitazione connessa, avente un altro ingresso sulla
strada sottoposta. La casa deve il suo nome alla statua bronzea
dell’Efebo (Museo Archeologico
Nazionale di Napoli), copia di un originale
greco del V sec. a.C., che il proprietario dell’abitazione, P.
Cornelio Tegete, adattò a portalampada (lychnophoros).