Regio
II
Anfiteatro
L’anfiteatro
di Pompei è il più antico di quelli che conosciamo nel mondo romano.
Venne costruito dopo la fondazione della colonia (80 a.C.) per
iniziativa dei duoviri Caio Quinzio Valgo e Marco Porcio,
gli stessi che fecero costruire l’Odéion. Dopo il terremoto
fu restaurato su commissione dei duoviri Caio e
Cuspio Pansa,
padre e figlio. L’edificio fu eretto in un’area periferica per
evitare l’intasamento del traffico cittadino in occasione degli
spettacoli.
Le grandi scale all’esterno servivano di accesso alla cavea
con i sedili per gli spettatori. Poteva accogliere fino a 20.000
spettatori. Si conserva ancora gran parte della gradinata e della
galleria superiore, riservata alle
donne. Il livello dell’arena è inferiore a quello dell’area
esterna, segno che, come il Colosseo, l’edificio fu in parte edificato in alzato e in parte incassato nel terreno.

Nell’arena si svolgevano le lotte dei gladiatori. Una
solenne sfilata apriva i giochi; i lottatori indossavano pesanti
armature da parata
decorate, con elmi, daghe, scudi e gambali. Nel 59 d.C. il tifo degli spettatori sfociò in una
sanguinosa rissa fra Pompeiani e
Nucerini e l’avvenimento fu
riportato in un famoso dipinto pompeiano. A seguito dei disordini il Senato
di Roma decretò la chiusura dell’arena di Pompei per dieci anni, ma
il provvedimento venne ritirato nel 62 d.C., a seguito del terremoto
che colpì la città. La
maggioranza delle armi gladiatorie, oggi al Museo Archeologico
Nazionale di Napoli, fu rinvenuta
invece nel foyer dei teatri, adibito negli ultimi anni di
vita della città a Caserma dei Gladiatori.
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